Cos'è il Manuale di Autocontrollo Haccp?

 

Il Manuale di Autocontrollo, secondo i requisiti della metodologia HACCP, è un libretto, composto da diverse parti (schede di registrazione, procedure operative ecc…), tramite il quale, ogni Operatore del Settore Alimentare, documenta le attività poste in essere per assicurare che gli alimenti e le bevande da lui trattate, vendute o somministrate non rappresentino un pericolo per i consumatori finali.

La realizzazione del Manuale Haccp (per brevità possiamo chiamarlo così) è un obbligo previsto per tutti gli Operatori del Settore Alimentare dell’Unione Europea (per esempio bar, ristoranti, negozi alimentari, macellerie, ambulanti, gelaterie ecc…) dal Reg.CE852/04.

La sua mancanza o inadeguatezza è sanzionata dal D.lvo 193/07 con una sanzione amministrativa pari a €2000.

I Manuali Haccp degli Operatori sono molto diversi tra di loro, dipendendo dal settore alimentare in cui esercitano e dalla complessità dell’attività svolta (per esempio può essere sufficiente un libretto nel caso di un ristorante, per una grande industria alimentare spesso la documentazione e le registrazioni sono molto più complesse ed i costi estremamente maggiori).

Volendo descrivere uno schema di base per documentare di un Sistema di Autocontrollo per un piccolo Operatore, possiamo identificare 3 aree tematiche da sviluppare.

 

PARTE 1 Descrizione dell’attività

Che attività è? Un ristorante, un bar, un piccolo negozio oppure una macelleria con molti dipendenti?

Che ambienti utilizza e quali attrezzature ed impianti?

I locali sono grandi o piccoli, ci sono tutti i locali previsti previsti, il loro layout è compatibile con la destinazione d’uso?

Alcuni locali prevedono particolari caratteristiche strutturali, per esempio sgusci, fognoli, rivestimenti?

Gli alimenti coinvolti rientrano in categorie di prodotti molto deperibili?

Le manipolazioni ed i trattamenti rappresentano fasi essenziali per la commestibilità dei prodotti derivati?

 

PARTE 2 Le procedure operative (S.O.P.)

-detersione sanitizzazione

-controllo infestanti

-identificazione e rintracciabilità

-separazione temporale e spaziale, shelf life,

-prodotti non conformi e smaltimento rifiuti

-manutenzione e controllo temperature

-igiene e formazione del personale

-verifiche analitiche dei requisiti di potabilità, sicurezza ed igiene

-protezione di particolari categorie di popolazione (allergici, intolleranti, celiaci, donne in gravidanza)

Questa parte rappresenta il “cuore”, dal punto di vista tecnico ed operativo, dell’attività.

È richiesta molta professionalità per affrontare tematiche molto differenti approciandole in modo efficace e, soprattutto, sostenibile dall’attività.

In caso contrario il sistema di autocontrollo haccp perde applicabilità e, quindi, utilità.

 

PARTE 3 L’analisi dei pericoli e la gestione dei punti critici di controllo (CCP)

-caratteristiche sanitarie e merceologiche degli alimenti coinvolti

-identificazione e valutazione dei pericoli, definizione e gestione dei CCP

Questa parte, che può sembrare molto complessa, raccoglie invece valutazioni che spesso sono già nel bagaglio di “esperienza” dell’operatore del settore alimentare.

Al fine di semplificare l’approccio può essere utile categorizzare gli alimenti in classi di rischio e merceologiche.

L’identificazione dei CCP è un processo affrontabile con una buona esperienza nei sistemi di autocontrollo e solide basi tecniche e legali nel settore alimentare in oggetto.

 

 

Definizioni Tecnico Legali

 

Argomento: Etichettatura

  • Informazioni sugli alimenti: le informazioni concernenti un alimento e messe a disposizione del consumatore finale mediante un’etichetta, altri materiali di accompagnamento o qualunque altro mezzo, compresi gli strumenti della tecnologia moderna o la comunicazione verbale;
  • Normativa in materia di informazioni sugli alimenti: le disposizioni dell’Unione che disciplinano le informazioni sugli alimenti, in particolare l’etichettatura, comprese le norme generali applicabili a tutti gli alimenti in particolari circostanze o a talune categorie di alimenti e le norme che si applicano unicamente a specifici alimenti
  • Informazioni obbligatorie sugli alimenti: le indicazioni che le disposizioni dell’Unione impongono di fornire al consumatore finale;
  • Collettività: qualunque struttura (compreso un veicolo o un banco di vendita fisso o mobile), come ristoranti, mense, scuole, ospedali e imprese di ristorazione in cui, nel quadro di un’attività imprenditoriale, sono preparati alimenti destinati al consumo immediato da parte del consumatore finale
  • Alimento preimballato: l’unità di vendita destinata a essere presentata come tale al Consumatore finale e alle collettività, costituita da un alimento e dall’imballaggio in cui è stato confezionato prima di essere messo in vendita, avvolta interamente o in parte da tale imballaggio, ma comunque in modo tale che il contenuto non possa essere alterato senza aprire o cambiare l’imballaggio; «alimento preimballato» non comprende gli alimenti imballati nei luoghi di vendita su richiesta del consumatore o preimballati per la vendita diretta;
  • Ingrediente: qualunque sostanza o prodotto, compresi gli aromi, gli additivi e gli enzimi alimentari, e qualunque costituente di un ingrediente composto utilizzato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito, anche se sotto forma modificata; i residui non sono considerati come ingredienti;
  • Shelf life: il periodo che corrisponde al periodo che precede il termine minimo di conservazione o la data di scadenza, come definiti rispettivamente agli articoli 9 e 10 della direttiva 2000/13/CE”

 

Argomento: HACCP e procedure

  • Rischio, funzione della probabilità e della gravità di un effetto nocivo per la salute, conseguente alla presenza di un pericolo
  • Pericolo o "elemento di pericolo", agente biologico, chimico o fisico contenuto in un alimento o mangime, o condizione in cui un alimento o un mangime si trova, in grado di provocare un effetto nocivo sulla salute
  • Controllare: gestire, adottare tutte le necessarie misure per assicurare e mantenere la conformità con i criteri stabiliti nel piano HACCP
  • Controllo: gestione, condizione nella quale sono seguite corrette procedure e i criteri stabiliti nel piano HACCP vengono raggiunti
  • Azione Correttiva: azione per eliminare le cause di esistenti non conformità al fine di evitarne il ripetersi.
  • Trattamento di una Non Conformità: azione da intraprendere nei riguardi di una entità (processo, prodotto, organizzazione) non conforme al fine di risolvere la non conformità
  • CCP: punto di controllo critico, fase in corrispondenza della quale può essere applicata una misura di controllo, essenziale per prevenire, eliminare o ridurre ad un livello accettabile un pericolo per la sicurezza di un alimento
  • Limite critico: valore che contraddistingue l’accettabilità dall’inaccettabilità, valore massimo o minimo da rispettare in corrispondenza di un CCP per prevenire, eliminare o ridurre ad un livello accettabile un pericolo per la sicurezza di un alimento
  • Analisi dei pericoli: raccolta e valutazione delle informazioni sui pericoli e sulle condizioni che conducono alla loro presenza, per decidere quali sono significativi per la sicurezza dell’alimento e quindi da includere nel piano HACCP.
  • Monitoraggio: l’atto di condurre un sequenza programmata di osservazioni o misure di un parametro di controllo al fine di stabilire se un CCP è sotto controllo
  • Misure preventive: azioni che possono essere intraprese per prevenire, eliminare o ridurre ad un livello accettabile un pericolo per la sicurezza di un alimento
  • Verifica: attività di verifica supplementari al monitoraggio finalizzate a garantire che il piano HACCP stia funzionando efficacemente nell’applicazione quotidiana
  • SOP (standard operating procedure), prerequisiti, programmi prerequisito procedure delocalizzate: procedure e attività che intervengono trasversalmente al processo produttivo che sono fondamentali nella gestione di alcuni pericoli e per la sicurezza dell’alimento, … in sede di analisi dei pericoli, molti pericoli, già controllati o gestiti attraverso queste procedure potrebbero non essere più presi in considerazione, … è necessario che l’applicazione di queste procedure sia adeguatamente registrata (brani tratti da Atto 147 Conferenza Stato Regioni del 25/7/2012 relativamente al sistema haccp),
  • GMP good manufacturing practice sono indicazioni generiche destinate ad aiutare a fabbricare alimenti sicuri, nn sono destinate a controllare rischi specifici e non sono generalmente riferite ad uno specifico impianto
  • SSOP: le SSOP sono particolari procedure (SOP) che descrivono:le attività di pulizia e sanificazione, le attività di monitoraggio e di verifica delle condizioni di pulizia e le eventuali azioni correttive da attuare nel caso in cui si rilevino condizioni di pulizia insufficienti che devono essere condotte dalla ditta prima e durante le lavorazioni per prevenire la contaminazione diretta dei prodotti. Le SSOP devono essere, come minimo, indirizzate alla pulizia, alla sanificazione e al controllo delle superfici destinate a venire a contatto, direttamente o indirettamente, con i prodotti alimentari.

 

Argomento: Igiene degli alimenti

  • Alimento (o "prodotto alimentare", o "derrata alimentare") qualsiasi sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato ad essere ingerito, o di cui si prevede ragionevolmente che possa essere ingerito, da esseri umani.
  • -Sono comprese le bevande, le gomme da masticare e qualsiasi sostanza, compresa l'acqua, intenzionalmente incorporata negli alimenti nel corso della loro produzione, preparazione o trattamento.
  • -Non sono compresi i mangimi; gli animali vivi, a meno che siano preparati per l'immissione sul mercato ai fini del consumo umano; i vegetali prima della raccolta; i medicinali ai sensi delle direttive del Consiglio 65/65/CEE e 92/73/CEE i cosmetici ai sensi della direttiva 76/768/CEE del Consiglio il tabacco e i prodotti del tabacco ai sensi della direttiva 89/622/CEE del Consiglio; le sostanze stupefacenti o psicotrope ai sensi della convenzione unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti del 1961 e della convenzione delle Nazioni Unite sulle sostanze psicotrope del 1971; residui e contaminanti.
  • Igiene degli alimenti: le misure e le condizioni necessarie per controllare i pericoli e garantire l’idoneità al consumo umano di un prodotto alimentare tenendo conto dell’uso previsto
  • Legislazione alimentare, le leggi, i regolamenti e le disposizioni amministrative riguardanti gli alimenti in generale, e la sicurezza degli alimenti in particolare, sia nella Comunità che a livello nazionale; sono incluse tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti e anche dei mangimi prodotti per gli animali destinati alla produzione alimentare o ad essi somministrati
  • Impresa alimentare, ogni soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che svolge una qualsiasi delle attività connesse ad una delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti
  • Operatore del settore alimentare, la persona fisica o giuridica responsabile di garantire il rispetto delle disposizioni della legislazione alimentare nell'impresa alimentare posta sotto il suo controllo
  • Buone pratiche di igiene: insieme di requisiti strutturali e di norme comportamentali per la gestione degli aspetti di sicurezza alimentare.
  • Commercio al dettaglio (tratto da DECRETO DIREZIONE GENERALE SANITA' N. 1265 DEL 07/02/2006 Identificativo Atto n. 56 Oggetto: DEFINIZIONE DELL'AMBITO DI APPLICAZIONE DEI REGOLAMENTI (CE) N. 852/2004 E 853/2004): la vendita e/o la somministrazione degli alimenti al consumatore finale, nonché la movimentazione e/o trasformazione degli alimenti e il loro stoccaggio presso il punto di vendita o di consegna degli alimenti al consumatore finale. Sono comprese le attività condotte a livello dei terminali di distribuzione, gli esercizi di ristorazione, le mense di aziende e istituzioni, i ristoranti e altre strutture di ristorazione analoghe e i negozi (previsto un vincolo di marginalità e di territorialità)
  • Immissione sul mercato, la detenzione di alimenti o mangimi a scopo di vendita, comprese l'offerta di vendita o ogni altra forma, gratuita o a pagamento, di cessione, nonché la vendita stessa, la distribuzione e le altre forme di cessione propriamente detta
  • Rintracciabilità", la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, di un mangime, di un animale destinato alla produzione alimentare o di una sostanza destinata o atta ad entrare a far parte di un alimento o di un mangime attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione
  • Fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione:, qualsiasi fase, importazione compresa, a partire dalla produzione primaria di un alimento inclusa fino al magazzinaggio, al trasporto, alla vendita o erogazione al consumatore finale inclusi e, ove pertinente, l'importazione, la produzione, la lavorazione, il magazzinaggio, il trasporto, la distribuzione, la vendita e l'erogazione dei mangimi
  • Consumatore finale, il consumatore finale di un prodotto alimentare che non utilizzi tale prodotto nell'ambito di un'operazione o attività di un'impresa del settore alimentare
  • Stabilimento: ogni unità di un’impresa del settore alimentare;
  • Trattamento: qualsiasi azione che provoca una modificazione sostanziale del prodotto iniziale, compresi trattamento termico, affumicatura, salagione, stagionatura, essiccazione, marinatura, estrazione, estrusione o una combinazione di tali procedimenti;
  • Prodotti non trasformati: prodotti alimentari non sottoposti a trattamento, compresi prodotti che siano stati divisi, separati, sezionati, affettati, disossati, tritati, scuoiati, frantumati, tagliati, puliti, rifilati, decorticati, macinati, refrigerati,congelati, surgelati o scongelati;
  • Prodotti trasformati: prodotti alimentari ottenuti dalla trasformazione di prodotti non trasformati. Tali prodotti possono contenere ingredienti necessari alla loro lavorazione o per conferire loro caratteristiche specifiche.
  • Pulizia: la rimozione dello sporco visibile (terra, residui di cibo, sporcizia, grasso o altro materiale indesiderabile).
  • Detersione: rimozione dello sporco organico e inorganico attraverso l’uso di procedimenti fisici e/o prodotti chimici
  • Disinfezione: la riduzione, per mezzo di agenti chimici e/o metodi fisici, del numero di microrganismi nell’ambiente, sino a un livello tale da non compromettere la sicurezza o l’idoneità dell’alimento.
  • Sanitizzazione: combinazione delle attività di detersione e disinfezione

 

Argomento: Criteri di igiene e sicurezza

  • Criterio microbiologico», un criterio che definisce l’accettabilità di un prodotto, di una partita di prodotti alimentari o di un processo, in base all’assenza, alla presenza o al numero di microrganismi e/o in base alla quantità delle relative tossine/metaboliti, per unità di massa, volume, area o partita;
  • Criterio di sicurezza alimentare, un criterio che definisce l’accettabilità di un prodotto o di una partita di prodotti alimentari, applicabile ai prodotti immessi sul mercato;
  • Criterio di igiene del processo, un criterio che definisce il funzionamento accettabile del processo di produzione. Questo criterio, che non si applica ai prodotti immessi sul mercato, fissa un valore indicativo di contaminazione al di sopra del quale sono necessarie misure correttive volte a mantenere l’igiene del processo di produzione in ottemperanza alla legislazione in materia di prodotti alimentari;
  • Partita, un gruppo o una serie di prodotti identificabili ottenuti mediante un determinato processo in circostanze praticamente identiche e prodotti in un luogo determinato entro un periodo di produzione definito;
  • Lotto: insieme di unita' di vendita di una derrata alimentare, prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze praticamente identiche.

 

Argomento: Sottoprodotti

  • Sottoprodotti di origine animale: corpi interi o parti di animali, prodotti di origine animale o altri prodotti ottenuti da animali, non destinati al consumo umano, ivi compresi gli ovociti, gli embrioni e lo sperma.
  • Materiali di categoria 1, 2 e 3 : sottoprodotti di origine animale secondo la categorizzazione.

 

Argomento: Infestanti

  • Disinfestazione: insieme di mezzi e attività per la verifica, la prevenzione, riduzione ed eliminazione degli animali infestanti (per esempio: roditori, insetti volanti, insetti striscianti e altri animali indesiderati).
  • Animali infestanti: insetti volanti (mosche), insetti striscianti (blattoidei, formiche), roditori (mus musculus, rattus rattus e rattus norvegicus) e uccelli
  • Monitoraggio degli infestanti: intervento con presidi chimici, meccanici ed ispezioni per verificare il grado di infestazione ed il tipo di infestante

 

Argomento: Categorie di alimenti

  • Prodotti a base di carne: i prodotti trasformati risultanti dalla trasformazione di carne o dall’ulteriore trasformazione di tali prodotti trasformati in modo tale che la superficie di taglio permette di constatare la scomparsa delle caratteristiche delle carni fresche
  • Carne: tutte le parti commestibili degli animali di cui ai punti da 1.2 a 1.8, compreso il sangue;
  • Ungulati domestici: carni di animali domestici delle specie bovina (comprese le specie Bubalus e Bison), suina, ovina e caprina e di solipedi domestici;
  • Pollame: carni di volatili d’allevamento, compresi i volatili che non sono considerati domestici ma che vengono allevati come animali domestici, ad eccezione dei ratiti;
  • Lagomorfi: carni di conigli e lepri, nonché carni di roditori;
  • Carcassa: il corpo di un animale dopo il macello e la tolettatura;
  • Carni fresche: carni che non hanno subito alcun trattamento salvo la refrigerazione, il congelamento o la surgelazione, comprese quelle confezionate sotto vuoto o in atmosfera controllata;
  • Frattaglie: le carni fresche diverse da quelle della carcassa, inclusi i visceri e il sangue
  • Visceri: organi delle cavità toracica, addominale e pelvica, nonché la trachea e l’esofago, e il gozzo degli uccelli;
  • Carni macinate: carni disossate che sono state sottoposte a un’operazione di macinazione in frammenti e contengono meno dell’1 % di sale;
  • Preparazioni di carni: carni fresche, incluse le carni ridotte in frammenti, che hanno subito un’aggiunta di prodotti alimentari, condimenti o additivi o trattamenti non sufficienti a modificare la struttura muscolo-fibrosa interna della carne e ad eliminare quindi le caratteristiche delle carni fresche;
  • Uova: le uova diverse dalle uova rotte, incubate o cotte di volatili di allevamento nel loro guscio, adatte al consumo umano diretto o alla preparazione di ovoprodotti;
  • Prodotti lattiero-caseari: i prodotti trasformati risultanti dalla trasformazione di latte crudo o dall’ulteriore trasformazione di detti prodotti trasformati;
  • Ovoprodotti: i prodotti trasformati risultanti dalla trasformazione di uova, o vari componenti o miscugli di uova o dall’ulteriore trasformazione di detti prodotti trasformati;
  • Prodotti della pesca trasformati: i prodotti trasformati risultanti dalla trasformazione di prodotti della pesca o dall’ulteriore trasformazione di detti prodotti trasformati;
  • Allergene: una proteina o un composto che provoca una reazione avversa in un segmento della popolazione (rif. Reg.UE 1169/11).
  • Punto di fumo: la temperatura a cui un grasso alimentare riscaldato comincia a decomporsi (idrolizzarsi) alterando la propria struttura molecolare e formando acroleina, una sostanza tossica e cancerogena. È così detto in quanto il grasso inizia a sviluppare fumo, fastidioso per inalazione e per gli occhi, proprio a causa del contenuto in acroleina.

 

 

 

Principali Riferimenti Legali

 

  • Reg. CE N. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce i principi ed i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa le procedure nel campo della sicurezza alimentare (28 gennaio 2002)
  • Reg. CE N. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione Europea sull’igiene dei prodotti alimentari (29 aprile 2004)
  • Reg. CE N. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione Europea che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale (29 aprile 2004)
  • Reg.CE N. 854/2004 del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano
  • Reg.CE N. 882/2004 del parlamento europeo e del consiglio del 29 aprile 2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali
  • REGOLAMENTO (UE) N. 365/2010 DELLA COMMISSIONE del 28 aprile 2010 che modifica il regolamento (CE) n. 2073/2005 sui criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari
  • Reg. CE N. 1441/2007 DELLA COMMISSIONE del 5 dicembre 2007 che modifica il regolamento (CE) n. 2073/2005 sui criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari
  • Reg. CE N. 2073/2005 della Commissione Europea del 15/11/2005 sui criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari
  • REGOLAMENTO (UE) N. 142/2011 DELLA COMMISSIONE del 25 febbraio 2011 recante disposizioni di applicazione del regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano, e della direttiva 97/78/CE del Consiglio per quanto riguarda taluni campioni e articoli non sottoposti a controlli veterinari alla frontiera
  • DG SAN DEL 3/10/11 riportante nota applicativa su REGOLAMENTO (UE) N. 142/2011 DELLA COMMISSIONE del 25 febbraio 2011
  • REGOLAMENTO (CE) n. 1069/2009 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 21 ottobre 2009 recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano e che abroga il regolamento (CE) n. 1774/2002 (regolamento sui sottoprodotti di origine animale)
  • DECRETO DIREZIONE GENERALE SANITA' N. 1265 DEL 07/02/2006 Identificativo Atto n. 56 Oggetto: DEFINIZIONE DELL'AMBITO DI APPLICAZIONE DEI REGOLAMENTI (CE) N. 852/2004 E 853/2004
  • COMMISSIONE EUROPEA- DIREZIONE GENERALE DELLA SALUTE E DEI CONSUMATORI - Bruxelles, 16 febbraio 2009- Guida all’attuazione di alcune disposizioni del regolamento (CE) n. 853/2004 in materia d’igiene degli alimenti d’origine animale
  • Regolamento (CE) N. 1881/2006 DELLA COMMISSIONE del 19 dicembre 2006 che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari
  • Raccomandazione 2013/711/UE della Commissione del 3 dicembre 2013 sulla riduzione della presenza di diossine, furani e PCB nei mangimi e negli alimenti
  • Reg.UE N. 1151/2012 del parlamento Europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari (DOP, IGP, STG)
  • Direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l'etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità
  • Direttiva 2004/41/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 21 aprile 2004 che abroga alcune direttive recanti norme sull'igiene dei prodotti alimentari e le disposizioni sanitarie per la produzione e la commercializzazione di determinati prodotti di origine animale destinati al consumo umano e che modifica le direttive 89/662/CEE del Consiglio e 92/118/CEE e la decisione 95/408/CE del Consiglio
  • D.lvo 193/2007, attuazione della direttiva 2004/41/CE, sulle sanzioni agli operatori del settore alimentare
  • D.lvo 5 aprile 2006, n.190 Disciplina sanzionatoria per le violazioni del regolamento (CE) n.178/2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorita' europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel settore della sicurezza alimentare.
  • D.lvo 2 febbraio 2001, n. 31 Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano e successive modifiche ed integrazioni.
  • D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27 (1). Modifiche ed integrazioni al D.Lgs. 2 febbraio 2001, n. 31, recante attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano
  • Legge 30 aprile 1962 n°283: Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande.
  • D.P.R. 26 marzo 1980 N°327: Regolamento di esecuzione della Legge 30 aprile 1962 n°283 e successive modificazioni, in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande
  • Intesa ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131 recante linee guida per la gestione operativa del sistema di allerta per alimenti destinati al consumo umano del 13/11/2008
  • Decreto legislativo n. 109 del 27 gennaio 1992 Attuazione delle direttive 89/395/CEE e 89/396/CEE concernenti l'etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari
  • REGOLAMENTO (UE) N. 1169/2011 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 25 ottobre 2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che modifica i regolamenti (CE) n. 1924/2006 e (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 87/250/CEE della Commissione, la direttiva 90/496/CEE del Consiglio, la direttiva 1999/10/CE della Commissione, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 2002/67/CE e 2008/5/CE della Commissione e il regolamento (CE) n. 608/2004 della Commissione
  • REGOLAMENTO (UE) N. 10/2011 DELLA COMMISSIONE del 14 gennaio 2011riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari
  • REGOLAMENTO (CE) N. 2023/2006 DELLA COMMISSIONE del 22 dicembre 2006 sulle buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari
  • REGOLAMENTO (CE) N. 1935/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 27 ottobre 2004 riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari e che abroga le direttive 80/590/CEE e 89/109/CEE
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